Quando ho letto questa notizia sulla sindrome da ritorno dalle vacanze, post vacation blues, mi sono detta: "meno male, qualcuno sta pensando a come curarmi". Tornare non piace a nessuno, diciamolo... sembra che colpisca il 35% della gente al rientro in città, con maggior incidenza tra i 25 e i 45 anni. Ci sono ancora dentro, anche se ancora per poco.
Mal di testa, irritabilità, senso di stordimento, calo di attenzione, dolori muscolari... durante le vacanze il cervello (questo vale per chi ce l'ha, ovviamente) tende a rilassarsi, resettando le informazioni ansiogene. Al rientro, però, deve riacquisire tutto ciò, facendo aumentare il livello di stress. E' per questo che la "sindrome" colpisce soprattutto le persone che svolgono lavori intellettuali.
Due grandi categorie di disturbi, segnala il Dipartimento di Neuroscienze di Milano: distimici e dell'adattamento. Il primo gruppo è legato a un'alterazione della sfera somatica, vale a dire disturbi del sonno o del sistema nervoso periferico, come alterazione dei ritmi circadiani e difficoltà digestive. Il secondo, legato all'adattamento, riguarda invece la sfera psico-relazionale: fatica nell'assunzione di responsabilità, difficoltà nella gestione dei rapporti lavorativi e familiari. Io li ho tutti e due, sarà grave?
La cura che suggerisco è quella che ho trovato scritta tempo fa su un muro vicino al vecchio acquedotto a Perugia (fotografata immediatamente, sapevo che mi sarebbe tornata utile prima o poi).
martedì 30 agosto 2011
martedì 23 agosto 2011
Biciclette sulla metropolitana tutti i giorni anche a Roma
Riporto integralmente il testo della petizione:
Chiediamo che l'orario in cui è consentito il trasporto al seguito delle biciclette sulla metropolitana di Roma sia esteso interamente ai giorni lavorativi con una carrozza riservata a questo servizio così come è avvenuto nei giorni scorsi a Napoli per la linea 6 e così come avviene già da anni nel resto dell'Europa civile. Avanzare una richiesta del genere ai nostri amministratori è un nostro diritto/dovere.
Attualmente durante le ore di punta non è consentito trasportare biciclette sulla metropolitana pertanto l'intermodalità non viene favorita e molti cittadini che abitano in zone lontane dal centro sono costretti a rinunciare all'utilizzo di tale mezzo.
Estendere l'orario in cui poter trasportare biciclette renderebbe la nostra città più “gentile”. I benefici di tale misura sono rivolti a tutti i cittadini, non solo ai ciclisti. Sarebbe un primo passo per rendere la nostra città meno congestionata dal traffico.
Meno macchine comporterebbero un minor inquinamento e di conseguenza benefici per la nostra salute, per la salute dei nostri monumenti e maggior sicurezza sulle nostre strade.
Secondo il rapporto Osservasalute Aree Metropolitane 2010 redatto dall'Osservatorio Nazionale per la salute delle Regioni Italiane, Roma è seconda solo ad Oslo per quantità di spazio verde a disposizione dei cittadini ma in proporzione, avendo Oslo solo mezzo milione di abitanti, Roma è la città più verde al mondo; purtroppo i benefici di questo primato sono cancellati dall'altissimo tasso di motorizzazione degli autoveicoli e dalla massiccia presenza di motorini.
Il valore limite di particolato Pm10, che non potrebbe essere superato più di 35 giorni l'anno, a Roma viene oltrepassato per più di 81 giorni. Queste sostanza è una polvere in grado di penetrare nelle vie respiratorie e nuocere alla nostra salute.
Estendere l'orario in cui è possibile trasportare le biciclette sulla metropolitana significa iniziare a ragionare diversamente. Lo sviluppo della nostra città deve rispondere alle esigenze dei cittadini non a quelle delle automobili.
Attualmente durante le ore di punta non è consentito trasportare biciclette sulla metropolitana pertanto l'intermodalità non viene favorita e molti cittadini che abitano in zone lontane dal centro sono costretti a rinunciare all'utilizzo di tale mezzo.
Estendere l'orario in cui poter trasportare biciclette renderebbe la nostra città più “gentile”. I benefici di tale misura sono rivolti a tutti i cittadini, non solo ai ciclisti. Sarebbe un primo passo per rendere la nostra città meno congestionata dal traffico.
Meno macchine comporterebbero un minor inquinamento e di conseguenza benefici per la nostra salute, per la salute dei nostri monumenti e maggior sicurezza sulle nostre strade.
Secondo il rapporto Osservasalute Aree Metropolitane 2010 redatto dall'Osservatorio Nazionale per la salute delle Regioni Italiane, Roma è seconda solo ad Oslo per quantità di spazio verde a disposizione dei cittadini ma in proporzione, avendo Oslo solo mezzo milione di abitanti, Roma è la città più verde al mondo; purtroppo i benefici di questo primato sono cancellati dall'altissimo tasso di motorizzazione degli autoveicoli e dalla massiccia presenza di motorini.
Il valore limite di particolato Pm10, che non potrebbe essere superato più di 35 giorni l'anno, a Roma viene oltrepassato per più di 81 giorni. Queste sostanza è una polvere in grado di penetrare nelle vie respiratorie e nuocere alla nostra salute.
Estendere l'orario in cui è possibile trasportare le biciclette sulla metropolitana significa iniziare a ragionare diversamente. Lo sviluppo della nostra città deve rispondere alle esigenze dei cittadini non a quelle delle automobili.
venerdì 19 agosto 2011
I gatti dell'Islam
Durante il viaggio in Turchia ho avuto la possibilità di fotografare molti gatti, liberi di abitare i cortili delle moschee, i mercati, le grandi città come i villaggi. Questa immagine, ad esempio, l’ho presa nel grande Bazar di Istambul. Il cartello dice: “non buttate nulla qui dentro, non sarebbe educato”.
L’Islam ha un rapporto senza dubbio privilegiato con i gatti, cosa dovuta probabilmente al fatto che Maometto coltivava una grande passione per questi piccoli grandi felini. Nel Corano si racconta che un giorno preferì tagliarsi il lembo della veste sul quale si era addormentata la sua gatta Muezza, piuttosto che svegliarla.
Un’altra leggenda narra che la stessa gatta gli salvò la vita staccando la testa a un serpente velenoso che minacciava di morderlo e che per questo motivo ai gatti vennero donate le facoltà di “atterrare” sempre, da qualsiasi altezza cadano, sulle quattro zampe, le nove vite e un posto in paradiso.
Nella cultura islamica le crudeltà verso gli animali sono pesantemente sanzionate e considerate gravi peccati. In una delle raccolte canoniche più prestigiose dell’Islam, quella di Al Bukhari, si racconta che inferno e torture eterne costituirono la punizione per una donna che aveva rinchiuso il proprio gatto senza nutrirlo e senza dargli, quindi, la possibilità di procacciarsi da solo il cibo.
Al contrario, il gatto fu demonizzato nell'Europa cristiana durante la maggior parte del Medioevo, proprio a causa dell'adorazione di cui era stato l'oggetto in passato da parte dei cosiddetti pagani. Nella simbologia medievale, il gatto era associato alla sfortuna e al male, soprattutto quando era nero, nonché all'essere sornioni e alla femminilità in genere: era un animale del diavolo e delle streghe. Gli si attribuivano dei poteri soprannaturali, tra cui proprio la facoltà di possedere nove vite. Nella notte di San Giovanni, nelle piazze, venivano bruciati vivi centinaia di gatti rinchiusi in ceste assieme alle donne accusate di stregoneria. Le epidemie di peste, dovute alla proliferazione dei ratti, potrebbero essere state una conseguenza della diminuzione in quell’epoca della popolazione dei gatti. La gattina in questa foto, identica alla mia piccola Sisma, vive tra gli scavi di Afrodisia.
Il gatto, al contrario del cane, è considerato un animale pulito e quindi puro. Può essere tenuto in casa e non può essere venduto ma solo regalato. Questo micio (che somiglia parecchio al mio Roy) vive, beato lui, nei pressi della grande Biblioteca di Celso a Efeso.
giovedì 18 agosto 2011
lunedì 1 agosto 2011
Afrodisia ed Efeso - foto di viaggio
Afrodisia era una città romana, sede di un'importante scuola di scultura. Le statue conservate nel museo sono splendide.
Il tempio di Afrodite: qui si svolgevano le cerimonie rituali dedicate alla dea... tanto che poi, per esorcizzare il luogo, venne trasformato e consacrato in basilica.
Nel pomeriggio arriviamo a Efeso, l'ultima tappa del viaggio.
Medusa, raffigurata sul secondo arco del tempio di Adriano: i serpenti hanno il compito di tenere lontani gli spiriti maligni.
Vedere la grande Biblioteca di Celso e' qualcosa che ho aspettato dall'inizio di questo viaggio.
Al suo interno erano conservati 12.000 rotoli di papiro, la terza in ordine di grandezza più grande biblioteca al mondo, dopo Alessandria e Pergamo.
Le statue sulla facciata rappresentano le quattro virtù di Celso (era il governatore dell'Asia Minore all'inizio del II secolo dC): areté, ennòia, epìsteme e sophìa. Mi basterebbe possederne anche soltanto una.
domenica 31 luglio 2011
Mevlana e Pamukkale - foto di viaggio
Lungo la strada per raggiungere Konya il fido Attila ci ha condotto alla volta di Sultanhani, dove si trova un caravanserraglio tra i più grandi e meglio conservati. Erano luoghi di sosta per le carovane che percorrevano la Via della Seta che attraversava l'Anatolia.
Nel caravanserraglio ho trovato una bella bici rossa per la mia collezione.
"Vieni, chiunque tu sia,
anche se sei infedele,
pagano o adoratore del fuoco, vieni.
La nostra non e' una confraternita di disperazione."
Sono parole di Celaleddin Rumi, ovvero Mevlana, filosofo e mistico del '200, fondatore dell'ordine dei Dervisci Rotanti. E' sepolto qui, in un grandioso mausoleo, meta continua di pellegrinaggi (tipo padre Pio, per intenderci). La tolleranza, come espresso dai versi, e' l'elemento essenziale della sua dottrina.
anche se sei infedele,
pagano o adoratore del fuoco, vieni.
La nostra non e' una confraternita di disperazione."
Sono parole di Celaleddin Rumi, ovvero Mevlana, filosofo e mistico del '200, fondatore dell'ordine dei Dervisci Rotanti. E' sepolto qui, in un grandioso mausoleo, meta continua di pellegrinaggi (tipo padre Pio, per intenderci). La tolleranza, come espresso dai versi, e' l'elemento essenziale della sua dottrina.
Questi piccoli bus sono ovunque, molto economici, collegano villaggi e cittadine coprendo piccoli stratti di strada.
A Konya, poi, ho trovato altre biciclette interessanti.
In questa foto ce ne sono addirittura tre: un massaggino ai piedi a chi le individua in meno di dieci secondi.
Bisogna dire che i Romani (senza campanilismo) sapevano il fatto loro quando costruirono la città di Hierapolis vicino alle Terrazze di Cotone.
Pamukkale, le Terrazze di Cotone, "piattaforme" e vasche di calcite e travertino traboccanti di acqua termale.
Tutti scattano fotografie a quelle ancora piene, affollate di plebe a tutte le ore (noi siamo arrivati nel tardo pomeriggio), quindi sono andata dalla parte di quelle prosciugate.
Dal 1988 Pamukkale e' diventato un luogo protetto, Patrimonio dell'Umanità: sono stati demoliti gli alberghi che erano stati costruiti a ridosso delle terrazze e una strada che passava proprio attraverso il sito.
sabato 30 luglio 2011
Goreme e i Dervisci Rotanti
Dopo il volo in mongolfiera la giornata era appena cominciata: colazione veloce, poi il nostro condottiero Attila ci ha guidato, senza pietà alcuna per l'alzataccia, all'esplorazione minuziosa della Valle di Goreme, uno dei siti, in Turchia, dichiarati Patrimonio dell'Umanità.
E' un insieme di chiese, cappelle e monasteri bizantini scavati, in alto, nella roccia.
Nel 2007 è stato fondato l'Old Goreme Restoration Fund, un fondo che intende finanziare interventi di restauro, conservazione e miglioramento dell'ambiente.
Le chiese, minuscole all'interno, sono decorate con affreschi bizantini, per lo più molto rovinati. Tra l'altro, durante il periodo iconoclasta, la maggior parte dei volti è stata asportata dalle pareti.
Questa chiesa è l'unica il cui interno sia stato restaurato e gli affreschi riportati ai colori originari.
Un discorso a parte meritano i dervisci rotanti, l'Ordine seguace di Rumi, che divenne noto con il nome di Mevlana (che vuol dire "nostra guida").
Rumi morì nel 1270 dC circa e nel corso dei secoli si formarono centinaia di comunità di dervisci. Atatutrk ne bandì gli ordini, ma molte sopravvissero come confraternite o addirittura come "associazioni culturali".
La loro danza rituale rappresenta l'unione mistica con l'Universo.
Ogni cosa nell'Universo gira, a cominciare dagli atomi e da particelle ancora più piccole. Loro, i dervisci, girano insieme agli altri esseri viventi e a tutte le cose, seguendo regole e ritmi. E girando fondono se stessi con l'essere comune. Ascensione spirituale e viaggio mistico verso la perfezione, arrivando a escludere completamente il proprio Io. Il mantello nero e il cappello marrone simboleggiano la tomba e la lapide dell'Io, mentre il bianco del vestito ne è il lenzuolo funebre. Si tolgono il mantello nero, si aprono all'Universo. La mano destra sollevata e aperta verso il cielo, pronta a ricevere la benedizione dal cielo, la destra rivolta al suolo, pronta a dare ciò che ha ricevuto.
E' un insieme di chiese, cappelle e monasteri bizantini scavati, in alto, nella roccia.
Nel 2007 è stato fondato l'Old Goreme Restoration Fund, un fondo che intende finanziare interventi di restauro, conservazione e miglioramento dell'ambiente.
Le chiese, minuscole all'interno, sono decorate con affreschi bizantini, per lo più molto rovinati. Tra l'altro, durante il periodo iconoclasta, la maggior parte dei volti è stata asportata dalle pareti.
Questa chiesa è l'unica il cui interno sia stato restaurato e gli affreschi riportati ai colori originari.
Un discorso a parte meritano i dervisci rotanti, l'Ordine seguace di Rumi, che divenne noto con il nome di Mevlana (che vuol dire "nostra guida").
Rumi morì nel 1270 dC circa e nel corso dei secoli si formarono centinaia di comunità di dervisci. Atatutrk ne bandì gli ordini, ma molte sopravvissero come confraternite o addirittura come "associazioni culturali".
La loro danza rituale rappresenta l'unione mistica con l'Universo.
Ogni cosa nell'Universo gira, a cominciare dagli atomi e da particelle ancora più piccole. Loro, i dervisci, girano insieme agli altri esseri viventi e a tutte le cose, seguendo regole e ritmi. E girando fondono se stessi con l'essere comune. Ascensione spirituale e viaggio mistico verso la perfezione, arrivando a escludere completamente il proprio Io. Il mantello nero e il cappello marrone simboleggiano la tomba e la lapide dell'Io, mentre il bianco del vestito ne è il lenzuolo funebre. Si tolgono il mantello nero, si aprono all'Universo. La mano destra sollevata e aperta verso il cielo, pronta a ricevere la benedizione dal cielo, la destra rivolta al suolo, pronta a dare ciò che ha ricevuto.
venerdì 29 luglio 2011
Mongolfiere sulla Cappadocia - foto di viaggio
L'alzataccia è abbastanza pesante: le 4 del mattino per partire mezz'ora dopo, giusto il tempo di sciacquare via dal viso un po' di sonno e prendere dal fondo della valigia una felpa. Persino Andrea non ha fiatato e si è svegliato e vestito senza fare storie. Si parte così presto perchè ci si alza in volo all'alba: in Cappadocia c'è un clima continentale, con giornate molto calde e notti fredde in questo periodo. L'aria fredda di incanala nelle valli durante la notte e al sorgere del sole, poi, comincia a salire. Si vola sfruttando queste correnti. Un volo lento, ecologico. Volare con la mongolfiera è un'esperienza unica: vai davvero dove ti porta il vento, ne sei quasi completamente dipendente.
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