lunedì 5 maggio 2008

L'omo è omo

Fino a pochi minuti fa avevo intenzione di scrivere ancora a proposito delle aggressioni neofasciste. I recentissimi fatti di Verona (ho appreso poco fa al TG che Nicola, il ragazzo picchiato fino allo stremo, è morto), gli ultras del Napoli che attaccano un pullman di tifosi romanisti in autostrada, Bossi che parla di fucili caldi e di 300.000 martiri sulle montagne pronti a morire per la Padania libera (ma libera da che?) mi sollevano inquietanti paranoie che possono riassumersi in un'unica grande domanda: Ma riusciranno a tenerli sotto controllo adesso che si sentono legittimati a fare 'sta roba?
Poi ho cambiato idea e mi sono detta di cambiare registro, almeno per oggi, e di raccontare qualcosa di divertente.
Tempo fa eravamo in campagna dai miei: mio fratello Riccardo stava cucinando sul barbecue in giardino ed emanava, verso la fine della cottura, un interessante quanto succulento afrore di carbonella, spuntature e salsiccie. Scherzando, abbiamo fatto notare la cosa a Katia, la sua compagna, la quale prontamente ha emesso questa sentenza che non conoscevo e che mi ha fatto piegare in due dal ridere

L'omo ha da puzzà
e la donna deve puzzà de la puzza dell'omo suo

Due considerazioni.
La prima: molto utile, perchè l'uomo, in questo modo, può annusare la sua donna e capire subito, se sente una puzza che non è la sua, se è stato tradito o meno.
La seconda: dopo il femminismo, io sono mia, le lotte per la parità... non possiamo avere la soddisfazione di puzzà della puzza nostra personale: dobbiamo omologarci a quella della nostra gentile metà.

1 commento:

ratatouille ha detto...

in realtà la storia della puzza viene molto ma molto prima di qualsiasi considerazione che noi attuali "moderni" possiamo fare,
femminismo o non femminismo,
per quanto voi possiate dire la "jolanda" è mia (ma dite anche e soprattutto "il tuo pitipicchio è mio")
è tutta questione di feromoni e biologia
che se ne fottono del resto.